Scopri
Storia
Il primo ed originario anello delle mura, con alcuni torrioni quadrati, partiva dal luogo dove oggi si trova
la Torre dell’Orologio e girava lungo la rocca di Sant’Angelo (ex Monastero) fino ad arrivare a Porta San
Giovanni. Da qui, le mura originarie del Castello, proseguivano dietro quello che era il Convento di San
Giovanni Evangelista (adiacente all’attuale Chiesa di San Giovanni), dove si trovava una fortificazione fatta
a “corno” – da qui il nome della Contrada del Corno – che girava intorno all’abitato e da qui proseguiva
lungo la Compagnia della Croce, dove c’era una torre quadrata.
Da qui le mura proseguivano, ed ancora oggi sono ben visibili, fino alla discesa di Porta del Sole. Le mura
poi, risalivano per la salita un tempo denominata “le Casacce”, e da qui Contrada delle Casacce, e si
ricongiungevano alla Torre dell’Orologio.
La Contrada delle Taverne, invece, era la parte in pianura dietro l’attuale Chiesa dell’Immacolata. Si può
vedere prendendo subito, da Porta Rivellini, dopo questa chiesa, la prima strada percorribile solo a piedi sulla
sinistra, strada che conduce all’attuale parcheggio di Borgo Nuovo.

Il recinto murario successivo, quello che oggi possiamo ben vedere, fu aggiunto nel 1349. Le mura quindi furono ampliate e il portone di ingresso al centro medievale fu portato dalla Torre dell’Orologio, dove si
trovava prima, antica Porta delle Taverne, oggi Porta Rivellini, seguendo una linea retta, in quella che
all’epoca veniva denominata strada “del Fosso”.
Anticamente Porta Rivellini aveva tre torrioni, uno quadrato e due rotondi: Le mura erette nel 1349 da questa
porta si uniscono fino a Porta del Sole, per proseguire lungo la Compagnia della Croce, la Chiesa di San
Giovanni e proseguono, come il vecchio recinto, lungo quelle che ancora oggi vengono chiamate “le
Carbonaie”, l’orto un tempo del Conservatorio di Sant’Angelo (ex Monastero) fino a ricollegarsi a Porta
Rivellini
Chianciano paese è cinta di mura verso mezzogiorno con due porte, Porta del Sole (anticamente denominata
Stiglianese), Porta Rivellini (anticamente prima denominata ‘delle Taverne‘ e poi ‘del Poggiuolo‘ situata
dalla parte a tramontana, oggi ingresso principale al paese.
Queste vecchie mura giravano intorno a Sant’Angelo per terminare a Porta San Giovanni e da qui, seguendo
quello che era il Convento di San Giovanni Evangelista, dove si trovava una fortificazione fatta a corno che
girava intorno alla Pieve ed Episcopio (Palazzo Vescovile) e proseguivano lungo la Compagnia della Croce, dove si trovava una torre quadrata. Questa area era denominata Contrada il Corno.
Le mura proseguivano fino a raggiungere, in una ripida discesa, la vecchia Porta Siglianese, oggi Porta del
Sole, e da qui, la cinta muraria a difesa della Pieve risaliva per quella che veniva chiamata Contrada delle Casacce e si ricongiungeva al portone posizionato accanto alla Torre dell’Orologio.
Entrando da Porta Rivellini, subito dopo l’arco si trova la Chiesa dell’Immacolata, i cui titoli erano, nel 1455,
di Santa Maria della Stella e nel 1580 “della morte” perché affidata alla Confraternita della Morte. Qui un
tempo esisteva la chiesa di Borgo alle Taverne (1317) con annesso un ospedale e una torre; la torre doveva
essere restaurata nel 1576 ma l’edificio andò in rovina e fu costruita la nuova Chiesa di Santa Maria della Stella ove fu posto, nel 1789, l’affresco della Madonna della Pace che alcuni documenti descrivono insieme
ai Santi patroni e che attribuiscono a Pietro Perugino o Pietro da Cortona ed altri riferiscono al Signorelli.
Al termine di via Casini svetta elegante e sobria la Torre dell’Orologio: ha struttura medievale ma è stata rimaneggiata in epoche successive quando le è stato aggiunto il rivestimento marmoreo. Sulla fronte presenta
lo stemma dei Medici aggiunta quando la Signoria di Firenze ebbe il controllo definitivo della cittadina.

A Piazza Matteotti si affacciano, a destra e a sinistra, due palazzi nei quali abitarono i maggiorenti
chiancianesi, l’edificio del Comune e al centro una bella fontana realizzata nel XVIII secolo, di pianta
esagonale, ricoperta di marmi e poggia su una gradinata anch’essa esagonale. Al centro si innalza la colonna
che sorregge il piatto per la fuoriuscita dell’acqua.
A sinistra di Piazza Matteotti si entra nel Castello Manenti, detto anche Monastero che sorprende per il suo
silenzio. Un documento del 1072 dice che il Castello era allora sotto la dominazione dei Conti Manenti
signori di Chiusi, Sarteano e Chianciano i quali nel 1229 legarono questo feudo a Siena. Si sa che cessata la
loro denominazione, tra il 1264 e il 1276, Chianciano rifiorì anche urbanisticamente e si resse come libero comune, pur essendo sempre contesa tra Orvieto e Siena e soccombendo poi a Firenze, come tutta la Toscana, dopo una resistenza che quasi la distrusse (a. 1557).
Proseguendo da Piazza Matteotti si imbocca Via Solferino e si giunge nella Piazzolina dei Soldati, dove si trova il Palazzo dell’Arcipretura, dove è ospitato il Museo d’Arte Sacra, il Palazzo de’ Vegni, di proprietà comunale, è stato realizzato tra il XVIII ed il XIX secolo. In esso vengono allestite interessanti mostre e
rassegne culturali.
Leonardo Massimiliano de’ Vegni è stato uno dei personaggi più conosciuti del XVIII secolo: fu scrittore ed artista. Progettò la decorazione della cupola della Chiesa della Madonna della Rosa.
Via Solferino infine, sfocia nella piazza antistante la Collegiata o Chiesa di San Giovanni Battista.
Dell’antica costruzione duecentesca rimane solo il bellissimo portale romanico caratterizzato da un motivo ornamentale ad archi concentrici. La navata è caratterizzata da un grande arco poggiante su colonne sporgenti e dal colonnato trabeato della zona del transetto.
Si prosegue sino alla Porta del Sole, in mattoni, che presenta due torrioni laterali terminanti in una specie di cuspide a gradini con al centro un arco dal profilo di un mezzo esagono.
Oltrepassata la Porta del Sole, dopo pochi metri, sorge il Tempio della Madonna della Rosa, la più bella chiesa di Chianciano Terme, disegnata da Baldassarre Lanci, nel 1569, architetto del Duca di Urbino. Al suo
interno vi è, dipinta in una parete, l’immagine della Madonna della Rosa, che era considerata la patrona di Orvieto, con accanto i Santi Giovanni e Bartolomeo patroni di Chianciano Terme. Singolare sul pilastro
dell’ingresso la rappresentazione di una scena di vita campestre a testimonianza del fatto che la costruzione dell’edificio religioso venne patrocinata dai contadini della zona.